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BCE: AVVISO AI NAVIGANTI (E AI NAUFRAGHI)

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di: Marco Bersani

Mentre le forze politiche sono impegnate nella missione quasi impossibile di far quadrare il cerchio di un governo dopo l'esito elettorale e i grandi mass media sembrano divenuti agenzie di scommesse che attribuiscono quote differenti alle diverse combinazioni possibili (Lega-M5Stelle si paga moltissimo, governo di minoranza Gentiloni si paga abbastanza, Pd-M5stelle-LeU vincite quasi ordinarie), la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea si sono prese il compito di ricordare a tutti come la ricreazione stia finendo e tutti quanti debbano sedersi di nuovo al proprio banco per iniziare il ripasso di una materia che studiano ormai da decenni: l'austerità.

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L'economia reale rimossa dalla Politica

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di: Marco Bertorello

La frammentazione politica raggiunta e la nuova legge elettorale consegnano un dibattito politico drammaticamente evanescente, soprattutto sui temi economici tuttora aperti.

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Attac France contro Apple per la #GiustiziaFiscale!

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di Raphael Pepe

Lo scorso novembre, Attac France lanciava una campagna per l'instaurazione di una tassa globale sulle multinazionali, una campagna che avrebbe poi portato al processo di Apple contro Attac, e alla storica sentenza a favore dell'associazione per avere “agito nell'interesse generale”.

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Nessun voto parlamentare sul Fiscal Compact: la campagna continua

DebitoGlobale

Il 31 dicembre 2017 è passato e, nonostante l’art.16 del Fiscal Compact lo prevedesse, nessun pronunciamento parlamentare è avvenuto per decidere se inserire o meno il suddetto accordo intergovernativo nei trattati europei a pieno titolo, facendolo diventare un caposaldo della dottrina comunitaria.

Il mancato voto rappresenta un ulteriore vulnus alla democrazia, ormai abbondantemente espropriata a tutti i livelli da un sistema di vincoli finanziari che, da Maastricht in poi, predeterminano il campo delle scelte, lasciando alla dialettica politica la battaglia sul “come”, avendo già predefinito il “perché”.

I pronunciamenti nazionali sul Fiscal Compact sono stati by-passati attraverso l’inserimento del capitolo riguardante l’accordo in un più ampio complesso di “riforme” dell’Unione Europea, che, come deciso dal Consiglio Europeo dello scorso dicembre, verrà inserita in una Direttiva da approvare entro la metà del 2019.

In un documento di 40 pagine, la Commissione Europea ha presentato in questi giorni le proprie proposte. Tre sono le novità previste.

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FISCAL COMPACT E FONDO MONETARIO EUROPEO: LA DEMOCRAZIA E’ IL NEMICO

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 FIRMA LA PETIZIONE: http://www.stopfiscalcompact.it/

di: Marco Bersani

Entro il 31 dicembre di quest’anno gli Stati che nel 2012 avevano sottoscritto il Fiscal Compact (deficit strutturale annuale delle amministrazioni pubbliche inferiore allo 0,5% del Pil, obbligo di ridurre il rapporto debito/Pil di un ventesimo ogni anno fino a portarlo al di sotto del 60%) dovrebbero decidere se incardinare l’accordo all’interno del diritto europeo, determinandone di fatto la prevalenza sulla legislazione nazionale.

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